Autore Topic: Plagio di un app  (Letto 1158 volte)

Offline pilesco

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Plagio di un app
« il: 17 Dicembre 2014, 02:04:33 CET »
Ciao a tutti! Da poco c'è uno sviluppatore che crea app uguali alle mie e con uguali intendo titolo identico o quasi così come le funzioni della app stessa,grafica differente! Non so come valutiate la situazione ma per me è molto fastidiosa e lo ritengo un plagio! Come posso fare? Ho scritto allo sviluppatore ma sembra non sentire naturalmente.Si può segnalare a google? Se si come? Grazie per i consigli spero possiate aiutarmi

Offline bradipao

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Re:Plagio di un app
« Risposta #1 il: 17 Dicembre 2014, 07:54:18 CET »
Se avesse usato grafica identica, con nome simile, avresti potuto invocare il tentativo di farsi passare per la tua app. E questo viene riconosciuto come non permesso.

Ma duplicare le funzioni, con grafica differente, è sostanzialmente ammesso. L'unica arma in tal caso è l'utilizzo di materiale su cui detieni il copyright (immagini, foto, testi).
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Offline tonno16

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Re:Plagio di un app
« Risposta #2 il: 17 Dicembre 2014, 09:01:02 CET »
Intanto trova 100 amico che mettono 1 stella alle sue app.

Offline arlabs

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Re:Plagio di un app
« Risposta #3 il: 17 Dicembre 2014, 10:08:49 CET »
Credo che non ci sia nulla di illecito... a meno che usi qualche algoritmo (o altro) brevettato o, come dice bradipao, faccia copia-incolla delle tue immagini.

Guarda quanto cloni ci sono di Flappy Bird:
https://play.google.com/store/search?q=flappy+bird&c=apps&docType=1&sp=CAFiDQoLZmxhcHB5IGJpcmR6AhgAigECCAE%3D

Ci dai un link al tuo store, così capiamo di che plagio parli?

Ciao.

Offline tonno16

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Re:Plagio di un app
« Risposta #4 il: 17 Dicembre 2014, 10:10:34 CET »
Non era stata bannata la parola flappy bird?

Offline arlabs

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Re:Plagio di un app
« Risposta #5 il: 17 Dicembre 2014, 10:18:10 CET »
Mah, nella lista che ho linkato c'è un "Flappy Bird"
Poi ci sono un infinità di Flippy, Floppy, Foppy, Fappy
Oltre che Flappy X (dove ad X puoi sostituire un animale a piacere).

Ci sono un certo numero di Flappy Fish.

Alcuni mi pare proprio abbiano la STESSA grafica dell'originale.

Offline Rino63

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Re:Plagio di un app
« Risposta #6 il: 17 Dicembre 2014, 10:22:29 CET »
che io sappia non si possono brevettare gli algoritmi nè le funzioni di un software(pensate a cosa significherebbe brevettare l'accesso ad internet...). diverso credo sia il caso di una riproduzione fedele o quasi di un software. credo comunque che la sola cosa da fare sia segnalare a google i cloni e sperare che google intervenga(ma dubito che lo farà, cosa gliene importa a google? per loro basta che vendono....). in alternativa se l'importo economico è importante si potrebbe tentare una via legale. almeno questa è la mia opinione. ci vorrebbe un avvocato per un suggerimento sensato e fondato su valutazioni legali.

Offline tonno16

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Re:Plagio di un app
« Risposta #7 il: 17 Dicembre 2014, 10:23:08 CET »
Proprio oggi sto studiando i diritti d' autore banche dati e contratto sw. Purtroppo non c'è una grande tutela. Sempre che non parliamo di immagini.

Offline Nicola_D

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Re:Plagio di un app
« Risposta #8 il: 17 Dicembre 2014, 10:29:54 CET »
se non hai messo il codice opensource e l'hanno copiato senza ripubblicare i sorgenti (in base alla licenza che usi)
o se non hai un app con copyright e sei sicuro che il codice sia lo stesso,

non puoi fare niente. Se è solo un'imitazione, non hai niente da fare, se non far vedere che la tua app è migliore
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Offline arlabs

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Re:Plagio di un app
« Risposta #9 il: 17 Dicembre 2014, 10:48:12 CET »
che io sappia non si possono brevettare gli algoritmi

Gli algoritmi possono essere brevettati e spesso lo sono.
 - Goggle ha avuto diverse cause per l'uso della compressione H.264
 - MxPlayer ha di recente rimosso il supporto audio AC3 per non pagare "gabelle" brevettuali (ovviamente sono usciti subito codec "non ufficiali")
 - Alcuni anni fa molti sofware di imaging avevano tolto il supporto alla compressione LZW delle TIFF, perché chi ne detiene il brevetto voleva farlo pagare. Cosa che immagino poi sia rientrata visto che mi pare oggi la supportino tutti.
 - La stessa microsoft ad un certo punto fece pagare l'uso del formato wma, tanto che molti lettori (tascabili e non) economici non lo supportavano proprio per quel motivo.

(pensate a cosa significherebbe brevettare l'accesso ad internet...)
Significherebbe che tutti si rivolgerebbero ad un altro algoritmo che fa la stessa cosa. Si brevetta l'algoritmo, non la funzione.
Credo che il modus operandi sia: rilasciare gratuitamente l'algoritmo per spingerne l'utilizzo e poi cercare di guadagnarci una volta che è diventato diffuso.

Ciao.
« Ultima modifica: 17 Dicembre 2014, 10:50:26 CET da arlabs »

Offline bradipao

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Re:Plagio di un app
« Risposta #10 il: 17 Dicembre 2014, 12:18:03 CET »
Gli algoritmi possono essere brevettati e spesso lo sono.

Dipende. Persino in base alla molto permissiva normativa sui brevetti americana.

C'è un confine, che negli US è molto sfumato a causa di un palese conflitto di interessi (l'ufficio brevetti si sovvenziona con i preventi dei brevetti accettati), che stabilisce quali algoritmi sono brevettabili e quali no. Per farla semplice: se un programmatore medio, vedendo l'effetto dell'algoritmo, riesce da solo in un tempo ragionevole a riprodurlo, allora l'algoritmo ricade nel reame dei "non brevettabili".

H264 o AC3 più che algoritmi sono formati multimediali, che in teoria implicano investimenti e ricerca, è chiaro che possano essere brevettati. Se io implemento un algoritmo generico per visualizzare solo certi elementi di un JSON, direi che non ci sono le basi.

Si brevetta l'algoritmo, non la funzione.

In realtà si brevetta l'implementazione specifica, non tanto l'algoritmo generico. Per esempio posso brevettare una implementazione particolarmente geniale del quicksort, non il quicksort.
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Re:Plagio di un app
« Risposta #11 il: 17 Dicembre 2014, 14:56:48 CET »
Bradipao non sono molto d'accordo...
LZW è un algoritmo non un formato, che era usato nelle GIF (sempre), nelle TIFF (e mi pare nelle BMP) quando compresse.
Ora il brevetto è scaduto e si può usare... una decina d'anni fa aveva creato problemi il fatto che il detentore avesse cominciato a chiederne le royalties.

I formati dei file non credo si possano brevettare, altrimenti tutti i vari scrittori PDF non avrebbero avuto vita tanto facile.
Come pure i formati word & excel... sono stati reverse-enginerezzati e usati da tutti.

Non sono molto ferrato in materia brevetti, quindi potrei dire delle falsità, ma credo che sia appunto l'algoritmo a venir brevettato e non la sua implementazione. Altrimenti basterebbe riscriverlo poco diverso per aggirare il brevetto. Il QuickSort è vecchio come il cucco... il brevetto sarebbe cmq scaduto :)

A riguardo del fatto che "non si brevetta la funzione", mi rimangio la parola... non è a liello software, ma oramai brevettano persino funzioni di una banalità estrema... (è un vergogna). Quasi quasi brevetto lo slide-unlock con il dito mignolo...

Ciao


Offline bradipao

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Re:Plagio di un app
« Risposta #12 il: 17 Dicembre 2014, 15:48:42 CET »
Bradipao non sono molto d'accordo...
LZW è un algoritmo non un formato, che era usato nelle GIF (sempre), nelle TIFF (e mi pare nelle BMP) quando compresse.

LZW è l'implementazione specifica di una classe di algoritmi basati su dizionario (ce ne sono altre, LZ77, LZ78, ...). Puoi brevettare una o più specifiche implementazioni, ma non tutte le possibili varianti un algoritmo di compressione basato su dizionario. Devi pagare se vuoi usare proprio la LZW e quindi essere compatibile, non per usare un algoritmo di compressione basato su dizionario.


A riguardo del fatto che "non si brevetta la funzione", mi rimangio la parola... non è a liello software, ma oramai brevettano persino funzioni di una banalità estrema... (è un vergogna). Quasi quasi brevetto lo slide-unlock con il dito mignolo...

Questo accade per quello che ho definito "conflitto di interessi" in seno all'ufficio brevetti americano (USPTO), che si sovvenziona con i brevetti che assegna (quando incentivi i dipendenti in base al numero di brevetti concessi, la conseguenza è ovvia). Infatti molto molto spesso questi brevetti alla prova del riesame vengono invalidati, in quanto descrivono un'idea e non una implementazione.

Ti faccio un esempio lampante: io brevetto un cellulare che al posto dell'interfaccia touch usa quella "neuro", che interagisce col pensiero. Scrivo il brevetto con tutta la dovizia di particolari di come interagire con l'interfaccia, le gesture neurali, definisco i pattern di utilizzo, le animazioni collegate, etc. Magari mi assegnano pure il brevetto e mi considerano genio visionario. Di fatto non esiste niente, perchè non ho implementato niente di funzionante, però se qualcuno ci dovesse riuscire, mi dovrebbe per assurdo pagare le royalties in quanto sarei io ad aver "inventato" l'interfaccia "neuro".

E' per questo motivo che non dovrebbe avere senso brevettare il menu con rimbalzo elastico, è un'idea pura e come da regolamento non brevettabile. Quello che sarebbe brevettabile è l'implementazione del rimbalzo elastico. Se qualcuno riesce ad implementarlo in altro modo, può farlo. Se l'implementazione è ovvia, è non-brevettabile per definizione.
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Re:Plagio di un app
« Risposta #13 il: 17 Dicembre 2014, 16:37:14 CET »
Abbiamo derivato un po' OT... :)

Sembra tu sia più informato di me a riguardo di brevetti.

A riguardo dell'LZW, a quanto ricordo da tempi lontani, l'algoritmo sta proprio nel come viene costruito il dizionario... che si basa sulle ripetizioni di blocchi di bit.
Abbiamo solo qualche discrepanza sul significato di algoritmo ed implementazione...