Autore Topic: INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO  (Letto 11848 volte)

Offline undead

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INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« il: 19 Aprile 2014, 13:30:53 CEST »
Si leggono spesso richieste di informazioni riguardo ai comportamenti da tenere nei confronti del fisco italiano.
Essendo questo un forum dedicato allo sviluppo e non alla monetizzazione, le informazioni sulle norme fiscali sono spesso frammentarie.

Questo thread cerca di dare delle linee guida riguardo agli adempimenti fiscali. Ricordiamo che questo thread ha natura di condivisione di esperienze e scambio di informazioni di caratere generale, quindi non sostituisce in alcun modo la figura di un dottore commercialista o altro professionista che sicuramente saprà esaminare il vostro caso e consigliarvi la via migliore e più sicura per regolarizzare la vostra posizione.

1. Informazioni di carattere generale
Esistono diversi miti da sfatare riguardo al rapporto che lega lo sviluppatore a Google e alla validità dei contratti in essere (contratto di distribuzione, ad esempio) tra sviluppatore e Google (o altra società che distribuisce le vostre app, a pagamento e non, attraverso il proprio app store).

Il primo mito da sfatare riguarda la validità dei termini del contratto. In nessun caso un contratto può essere stipulato in disaccordo con la legge vigente alla quale tutti coloro i quali si trovano sul territorio italiano (in generale) o sono residenti/cittadini (nello specifico) debbono sottostare.

Per fare un esempio se in un paese vige la schiavitù e voi firmate un contratto acquistando uno schiavo, nel momento in cui questa persona entra sul suolo italiano voi non potete sbandierare il contratto di vendita dello schiavo supponendo che esso valga più della legge italiana. Quella persona è una persona libera qualunque cosa dica il contratto che avete stipulato. Se cercaste di far valere quello che considerate impropriamente un vostro diritto passereste dei guai.
Non finisce qui: la legislazione italiana in alcuni casi è andata ben oltre, considerando reati attività ritenute lecite (o tollerate) in altri paesi, effettuate in altri paesi procedendo all'arresto gli autori dei suddetti reati una volta tornati in Italia. E' il caso di reati odiosi quali la pedofilia unita allo sfruttamento della prostituzione.

In parole povere voi siete soggetti agli obblighi imposti dallo stato italiano, indipendentemente da ciò che è scritto nei termini del contratto di distribuzione di Google.

Domanda: cosa è una fattura? debbo fare fatture?
Risposta: se non avete partita IVA non potete fare fatture.

Domanda: ho l'obbligo di tenere un registro vendite delle mie app a pagamento o fatturare ogni singola vendita?
Risposta: no. Il venditore è Google, non siete voi. Voi non maneggiate le carte di credito, non avete nomi e cognomi dei clienti e così via. Non ricevendo soldi direttamente da chi acquista la app ma ricevendoli da Google il vostro referente è sempre Google. Tra l'altro è impossibile emettere fattura verso ignoti.

2. Partita IVA

Domanda: ho una partita IVA, posso usare quella?
Risposta: senti un professionista e valuta se il tuo codice attività è compatibile con il tipo di attività legata allo sviluppo delle app. Alcuni commercialisti ritengono che lo sviluppo e la monetizzazione delle app si configuri come e-commerce e che quindi ricada in uno specifico codice attività.

Domanda: come debbo comportarmi per i paesi in black list, per l'intrastat e tutto il resto?
Risposta: dovete verificare il paese dal quale Google invia denaro e rifarvi alla normativa per quanto riguarda quel paese. Ad oggi Google UK invia denaro per le vendite mentre Google ireland invia denaro per la pubblicità. Non ho esperienza per quanto riguarda gli acquisti in-app.

Domanda: debbo inviare eventuali fatture a Google?
Risposta: in teoria dovreste ma in pratica Google sembra abbastanza menefreghista in proposito. Google però vi invia una ricevuta di pagamento, che dovrebbe assolvere i loro oneri su territorio UK/Irlanda. Per quanto riguarda voi la fattura la dovete fare. La fattura per Google UK/Ireland è una fattura che non include IVA, con la dicitura "Operazione fuori campo di applicazione dell'IVA ex art.7-ter, D.P.R. 633/1972". Anche in questo caso verificate con un professionista il vostro codice attività e valutate se per voi è prevista fatturazione con IVA o senza IVA. Per admob questo è confermato da google al seguente link https://support.google.com/admob/v2/answer/4382717?hl=it .

Domanda: Google mi chiede di specificare le tasse sulle app in vendita, che mi verranno stornate. Loro tratterranno il 30% del rimanente. Quanto devo specificare? Devo specificare paese per paese? Se in Italia la app è venduta iva inclusa, debbo specificare il 22%?
Risposta: Google è la società che vende all'utente finale, non voi. Questo è confermato dalle modifiche vigenti a partire dalla data del 1/1/2015. Le nuove normative europee impongono il pagamento dell'IVA nel paese dell'acquirente. Google è stata "costretta" a versare l'IVA nei vari paesi, segno tangibile che fondamentalmente Google è stata identificata come il vero "venditore". Veniamo al resto delle tasse. Poiché le tasse dipendono da quanto guadagnate è praticamente impossibile sapere prima quanto pagherete alla fine dell'anno. Alcuni professionisti suggeriscono di segnare lo 0% di tasse e poi assolvere ai propri obblighi con lo stato italiano nella misura stabilita per legge rispetto ai vostri guadagni annuali. E' possibile tentare una strada differente e impostare una tassazione fissa ma anche in questo caso è bene rivolgersi ad un professionista. Si ricorda però che poiché questo toglie soldi a Google se Google ha qualche problema può decidere di rescindere il contratto o bannarvi l'account. Se fosse così semplice tutti imposterebbero tasse altissime così da minimizzare i guadagni di Google.

Domanda: sono soggetto ad obblighi intrastat? ci sono problemi di blacklist?
Risposta: Ad oggi Irlanda e UK non sono paesi in blacklist e per le fatture emesse ad entrambi siete soggetti ad obblighi intrastat. Gli obblighi sono trimestrali se si fatturano meno di 50mila euro a trimestre, mensili se si fattura di più. Quanto scritto vale alla data del 19/4/2014. Verificate che la legislazione non sia cambiata e che sussistano ancora gli obblighi intrastat e non vi siano quelli dei paesi in black list.

3. Sono studente, disoccupato, dipendente... insomma non ho partita IVA

Domanda: faccio app nel tempo libero, guadagno poco o niente, come mi devo comportare col fisco?
Risposta: per lo stato italiano ogni guadagno è soggetto a tassazione. Rendite finanziare, rendite di immobili, vincite al gioco e anche regali. Io personalmente non ho mai sentito nessuno che ha versato 50 euro sul conto corrente che ha ricevuto dai nonni ed ha subito accertamenti dal fisco. Scindiamo la questione: il fatto che la legge non ponga un limite non significa che qualcuno ti verrà a cercare per 50 euro, ma d'altra parte questo ti mette in una posizione dubbia. La legge, abbastanza fumosa, dice che i redditi che abbiano una natura occasionale (senza specificare un limite) si possono inserire nella categoria altri redditi.

Domanda: allora metto tutto sotto altri redditi e vivo tranquillo?
Risposta: la natura occasionale dei redditi inclusi sotto altri redditi non ti permette di abusarne a piacimento. Potresti ricevere 100 euro al mese e potrebbero venirti a cercare o ricevere 4000 una tantum ed essere tranquillo. Lo stato valuta caso per caso. Se conosci un professionista puoi chiedere una consulenza e parlare con lui sulla base di cifre vere e proprie. Potrà indicarti se è il caso di aprire partita IVA, se è il caso di differire i pagamenti fino al raggiungimento di una certa soglia, etc.

Domanda: ma allora mi conviene aprire partita IVA? Quanto mi costa?
Risposta: anche in questo caso è bene sentire un professionista. I costi fissi sono sicuramente il commercialista (che può variare di molto), la dichiarazione intrastat trimestrale (tra i 50 e i 100 euro a trimestre), l'apertura della partita IVA (non ricordo ma credo che con 100-200 euro si faccia). Nel caso in cui il commercialista ti indirizzi verso una attività di commercio elettronico devi pagare i contributi mensili, iscriverti alla camera di commercio e pagare la quota annuale. Diciamo che in un caso del genere le spese possono oscillare tra i 3500 euro e i 5000 euro all'anno. Tasse escluse.

Domanda: ma questo è uno schifo, io voglio solo fare qualche app nel tempo libero, guadagnare qualcosina e lo stato mi obbliga a tirare fuori tutti questi soldi senza aver ancora venduto una sola copia della app o ricevuto un click!!!! Stiamo scherzando?
Risposta: purtroppo no, non stiamo scherzando. Tuttavia ci vuole del buonsenso in tutte le cose. Ci saranno dei casi-limite in cui le cifre sono troppo alte per finire sotto altri redditi e troppo basse per giustificare l'apertura di una partita IVA. L'intervento di un professionista è importante in questi casi perché può analizzare la tua posizione col fisco con precisione e può aiutarti a prendere una decisione corretta. Ma la prima decisione devi prenderla tu: se credi in quello che stai facendo e ritieni di avere le capacità per monetizzare e fare di android un lavoro, non è scandaloso essere "costretti" a intraprendere quest'avventura. In fin dei conti una persona che apre un negozio investe migliaia di euro senza sapere se avrà un ritorno economico. Sarebbe bello vedere prima lauti guadagni ed eventualmente dopo mettere le cose a posto. Purtroppo a volte nella vita bisogna rischiare e investire in se stessi. Se le app portano guadagni e ritieni di poter far di meglio nessuno al di fuori di te può decidere se prenderti un rischio o meno. Ripeto: tutti corrono un rischio quando aprono una attività e ci investono migliaia di euro. Almeno in questo caso non ci sono affitti, dipendenti e bollette.. il che non è poco.  ;-)

4. Varie ed eventuali: web tax, trattenute su bonifici esteri, supposte furberie.

Domanda: come mi debbo comportare rispetto alla web tax?
Risposta: ad oggi 19/4/2014 la web tax non è in vigore e probabilmente mai lo sarà, in quanto appare in palese conflitto con le normative europee. Tuttavia, qualunque sia il suo destino, la web tax non ha collegamento alcuno con i proventi delle app android. L'idea della web tax è quella di tassare gli operatori che vendono servizi di vario genere costringendoli ad avere partita IVA italiana. Poiché siete voi che ricevete soldi, la web tax non si applica. La web tax potrebbe applicarsi nei confronti di Google qualora voi decideste di pagare una campagna pubblicitaria e riceveste fattura da Google Ireland/UK. In quel caso con la web tax in vigore questo sarebbe un illecito. Onestamente non so determinare se l'illecito sarebbe da parte di Google, da parte vostra o di entrambi.

Domanda: ho sentito dire che a febbraio 2014 è entrata in vigore una trattenuta sui bonifici dall'estero e le banche fungono da esattori trattendo una percentuale in anticipo. Come mi devo comportare???
Risposta: ad oggi 19/4/2014 la trattenuta non è in vigore. Nessuno sa se verrà riproposta ed eventualmente in che modo. Nella prima versione, quella che poi non è entrata in vigore, avresti dovuto comunicare preventivamente alla banca che i bonifici provenienti dall'estero sono legati alla tua attività (se ne ricevi altri devi specificare quali). In mancanza di una comunicazione tempestiva avresti comunque avuto almeno un anno di tempo per farti restituire il maltolto.

Domanda: ma se io trasferisco denaro e non dichiaro niente, chi mai potrà venirlo a sapere?
Risposta: lo stato italiano. Di recente sono entrate in vigore norme che aprono i conti correnti costringendo le banche a fornire tutta la documentazione allo stato italiano.

Domanda: invece di perdere tempo con tutte queste leggi non è sufficiente aprire un conto all'estero?
Risposta: no, non lo è. Il problema riguarda la tassazione che è a carico di chi riceve il denaro. Se tu sei intestatario di un conto sta a te pagare le tasse, indipendentemente da dove sia il conto. Se poi possiedi più di 5000 euro all'estero devi comunque dichiararli. Anche in caso di cointestazione o intestazione ad un'altra persona del conto corrente cambia poco. In primo luogo qualcuno le tasse le deve comunque pagare, in secondo luogo trasferire denaro creerebbe una situazione paradossale di doppia imposizione. Mi spiego. Se tu hai un fratello in nuova zelanda e il denaro che guadagni dalle app finisce lì, tuo fratello pagherà le tasse in nuova zelanda. Il fatto è che nel momento in cui tu devi accedere a quel denaro (già tassato) e te lo fai trasferire qua risulterà comunque in banca e dovrai in qualche modo dichiararlo. Pagherai quindi le tasse 2 volte, la prima volta le pagherà tuo fratello in nuova zelanda, la seconda volta le pagherai tu in italia sul rimanente.

Domanda: aspetta un attimo... mi spieghi cosa è questa storia della doppia imposizione?
Risposta: la doppia imposizione significa pagare due volte le tasse sullo stesso reddito. Solitamente esistono accordi tra paesi che vietano la doppia imposizione, per cui ti basta dichiarare di aver già pagato le tasse in un paese portando la dichiarazione dei redditi per essere esentato dal pagamento delle tasse nel secondo paese.

Domanda: allora è semplice, io pago le tasse in nuova zelanda o altro paese dove sono bassissime, mi faccio mandare i soldi lì e poi porto la dichiarazione allo stato italiano!!!
Risposta: non è così semplice. Se ti ricordi cosa è successo a valentino rossi il problema era molto simile. In pratica per pagare le tasse in un paese devi dimostrare che la tua attività e la tua vita sono legate a quel paese. Non puoi svegliarti una mattina e decidere di pagare le tasse in germania. Certo, se vivi per metà anno in germania, hai una casa in germania, sei sposato/sposata in germania mi sembra logico che pagherai le tasse in germania. Ma se te ne stai qua a mangiare pizza e bere vino e in germania ci vai solo per le vacanze le tasse le devi pagare qua come tutti, anche se paradossalmente i tuoi proventi fossero per il 100% provenienti dalla germania.


I contenuti di questo thread sono da intendersi a semplice scopo informativo. Prima di prendere qualsiasi decisione si consiglia sempre di sentire un professionista. Gli admin e gli utenti declinano ogni responsabilità derivante dall'uso proprio o improprio delle informazioni contenute in questo thread.

Modificato in data 3/1/2015 confermando la nuova normativa in vigore dal 1/1/2015 per quanto riguarda il versamento da parte di Google dell'IVA/VAT.
« Ultima modifica: 03 Gennaio 2015, 17:46:00 CET da undead »

Offline bradipao

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Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #1 il: 19 Aprile 2014, 18:27:21 CEST »
Rispondo per primo così posso mettere a disposizione il post per aggiunte future.

Grazie a undead per aver scritto e organizzato le informazioni. Chi volesse contribuire ad aggiungere, chiarire o anche correggere qualcosa, può scrivere sotto.
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Offline arlabs

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Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #2 il: 22 Aprile 2014, 11:38:53 CEST »
Grazie Undead per la guida.

Solo una disquisizione su un punto che, almeno per il mio commercialista, è di fondamentale importanza. Tu hai scritto "Google è quello che vende all'utente finale, non voi"
Sei sicuro di questo? Perché non è quello che io ho capito leggendo i contratti.

Fammi fare un breve riassunto, innanzitutto per chiarire meglio a chi legge.
Noi tutti abbiamo sottoscritto (almeno) 2 contratti

1) GooglePlay: con il Market di distribuzione, di cui dobbiamo sottostare alle regole, che non tratta direttamente acquisti e transazioni ma tramite (citato spesso dal contratto) un processore dei pagamenti.
2) Merchant Center di Google Wallet: è il processore dei pagamenti, quello che prende soldi dagli acquirenti e che paga noi (per noi la società è GOOGLE PAYMENT LIMITED in UK)

Nel contratto di GooglePlay non si parla molto di pagamenti, a parte dove dice:
Citazione
"Lo Sviluppatore è responsabile della determinazione della tassabilità o meno di un Prodotto e dell'aliquota fiscale applicabile che il Processore di pagamenti deve raccogliere per ogni giurisdizione tributaria in cui vengono venduti i Prodotti. Lo Sviluppatore è responsabile del versamento delle tasse all'autorità fiscale competente."

Quello che ho inteso io è che dovremmo mettere per ogni paese l'IVA (o VAT) corretta, e poi preoccuparci di riversarla ad ogni singolo paese. Chiaramente impensabile.
Ma Google se ne lava le mani ed alla fine nessuno paga l'IVA

Dove è più chiaro che non è Google a vendere ma noi, è in questo estratto dal contratto Merchant di Google
Citazione
(A) LE VENDITE DI PRODOTTI DA PARTE DEL VENDITORE SONO TRANSAZIONI INTERCORRENTI TRA IL VENDITORE E L'ACQUIRENTE E NON CON GPL, GOOGLE O LE SUE AFFILIATE, A MENO CHE QUESTI NON VENGANO ESPRESSAMENTE INDICATI NELLA TRANSAZIONE COME VENDITORE O ACQUIRENTE;
(B) NÉ GPL, NÉ GOOGLE O ALCUNA DELLE SUE AFFILIATE È UN ACQUIRENTE, UN VENDITORE O UNA PARTE IN RELAZIONE A QUALSIASI TRANSAZIONE DI PAGAMENTO, A MENO CHE NON SIA STATA ESPRESSAMENTE DESIGNATA COME TALE NELLA SCHEDA DEL PRODOTTO SU UN SITO WEB DI GOOGLE O NEI SUOI TERMINI DI SERVIZIO;

Che poi non si possa chiaramente fare una fattura ad ogni acquirente è palese. Anche dal fatto che dell'acquirente abbiamo solo dati parziali.
Il tutto a meno del punto (B), se nel contratto GooglePlay rientra nel caso (B), è come dici tu... ed il venditore è Google... ma nel contratto non ho trovato rilevanza di questo.


Per quanto riguarda la WebTax (speriamo non entri mai in vigore) il mio commercialista aveva detto che invece avrebbe avuto effetti. Nell'unica forma di obbligare ad aprire la Partita Iva a chi usava AdMob (o similari). La sua interpretazione era che fornire uno "spazio pubblicitario" in un'App rientrava nelle caratteristiche necessarie per l'applicabilità della legge (come qualunque sito con banner pubblicitari). Ma su questo mi era rimasto qualche dubbio. In realtà secondo me, neppure chi l'aveva scritta quella legge aveva chiaro esattamente tutti i casi in cui avrebbe dovuto essere applicata. RIP (la legge).

Ciao.
« Ultima modifica: 02 Giugno 2014, 12:45:35 CEST da arlabs »

Offline GabMarioPower

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Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #3 il: 22 Aprile 2014, 11:46:31 CEST »

Dove è più chiaro che non è Google a vendere ma noi, è in questo estratto dal contratto Merchant di Google
Che poi non si possa chiaramente fare una fattura ad ogni acquirente è palese. Anche dal fatto che dell'acquirente abbiamo solo dati parziali.
Il tutto a meno del punto (B), se nel contratto GooglePlay rientra nel caso (B), è come dici tu... ed il venditore è Google... ma nel contratto non ho trovato rilevanza di questo.

Tieni conto che il Merchant di Google non riguarda solo le app, nel significato di costo di un'app o di una funzione di un'app.
Tramite il Merchant, si possono vendere beni fisici, come un normale e-commerce (con legislazioni differenti nei vari paesi).

Offline arlabs

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Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #4 il: 22 Aprile 2014, 12:10:03 CEST »
Sì, sì, di questo ne sono assolutamente consapevole.

Ci avevo pensato anche io che il contratto era stato pensato per questo tipo di "transizioni"
Infatti il punto (B) ne fa un eccezione nei "termini di servizio" del sito web.
Per questo sono andato a cercare l'eccezione nel contratto di GooglePlay, ma non l'ho trovato.
Il discorso poi dell'IVA scritto nel contratto GooglePlay rafforza tale ipotesi. Se fosse Google a vendere ad ogni singolo acquirente perché mai dovrei essere io e prendere l'IVA ed a versarla allo stato dell'acquirente?


Offline bradipao

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Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #5 il: 22 Aprile 2014, 13:00:31 CEST »
Scusate se mi intrometto da "profano" della materia, ma provo a contribuire (anche solo per chiarire l'argomento).

Quello che ho inteso io è che dovremmo mettere per ogni paese l'IVA (o VAT) corretta, e poi preoccuparci di riversarla ad ogni singolo paese. Chiaramente impensabile.
Ma Google se ne lava le mani ed alla fine nessuno paga l'IVA

Le leggi fiscali sul commercio elettronico diretto se non sbaglio sono: se vendi in EU, paghi l'IVA italiana (a meno di volumi enormi, credo), mentre se vendi fuori EU sei fuori campo IVA.

Quindi se tu vendessi a Google Inc. americana, saresti fuori campo IVA. Se tu vendessi a Google Payment UK, saresti in EU e quindi dovresti applicare l'IVA italiana. Se invece, come ho capito, Google è solo un "processor" tra venditore a acquirente, effettivamente sarebbe da valutare caso per caso secondo l'acquirente (impensabile).

Però, se il denaro proviene da Google Payment UK e si considera di vendere a Google Payment UK, alla fine applicando e pagandoci l'IVA italiana, per il fisco italiano dovrebbe essere tutto più che a posto. Anche perchè dubito che il contratto del Merchant dove si dichiara mero "processor" valga qualcosa nei confronti del fisco italiano.
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Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #6 il: 22 Aprile 2014, 14:26:47 CEST »
Bradipao,

sei fuori campo IVA, significa che non devi pagare l'IVA italiana.
Suppongo che le leggi giapponesi, ad esempio, ti obblighino a pagare la loro tassa sul valore aggiunto, come le leggi in qualunque altro paese.
Dovresti quindi, almeno in teoria, caricare sull'acquirente la loro tassa (VAT) e poi risarcirla allo stato.

Ovviamente impensabile.
Non credo che nessuno (spero) mi perseguirà mai in Giappone per le vendite fatte senza caricarci le loro tasse.
Certo, finché non ci metto piede non lo posso sapere... ;)

Quello che pare a me è che Google abbia voluto fare così solo per lavarsene le mani...

Apple e Microsoft dal canto loro pagano l'IVA (o VAT) direttamente ad ogni paese in cui vengono vendute le tue App.
Microsoft in realtà (alla data di qualche mese fa), lasciava fuori alcuni paesi da questo trattamento (come Giappone e India), forse per difficoltà ad avere accordi.
In questi paesi si comporta(va) come Google, cioé rigira il VAT direttamente al venditore e se ne lava le mani.


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Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #7 il: 22 Aprile 2014, 14:48:06 CEST »
Ripeto che parlo a nome mio ( e del professionista che mi segue  :-P ).

Io metto in dubbio la validità stessa di quel contratto nei confronti del fisco.

Qui ci sono alcune cose che non tornano.
In primo luogo se io fossi il venditore riceverei il denaro dal cliente finale. Non è così: il denaro lo riceve google.
Se fossi il venditore saprei chi è il mio cliente. Io non so chi sia, non ho modo di verificarlo, non ho accesso alla sua carta di credito, al nome o altro.

La situazione è che ricevo dei soldi da google pertanto i miei obblighi sono nei confronti di google. Nel caso di app vendute il cliente finale è quello che acquista la app. Nel caso della pubblicità il cliente finale è quello che paga la campagna pubblicitaria a click o a impressions. In nessuno dei due casi io ho possibilità di emettere fattura a questi soggetti.

Venendo all'esempio del giappone l'utente giapponese o la società giapponese pagano la app (o la campagna pubblicitaria) a google, non a me.
Non vedo come il governo giapponese potrebbe venire a cercare me quando io sono l'ultimo anello della catena e i soldi vanno dalle casse della società/utente giapponese a quelle di google. Che tra l'altro rilascia pure regolare fattura per le campagne pubblicitarie (lo so perchè le ho viste)!!!

Io credo, ma qui si va sulle supposizioni, che il contratto di distribuzione di google e i termini della vendita siano non validi dal punto di vista fiscale ma vadano a coprire questioni diverse.
Se io pubblico una app illecita (istigazione all'odio razziale, violazioni di copyright o altro) google sventola il contratto e dice che la responsabilità è mia.

Ma fiscalmente non vedo come possa farlo.

Post unito: [time]22 Aprile 2014, 14:56:13 CEST[/time]
Questione iva.

Se si applica questo: La nuova disciplina Iva per i servizi intracomunitari | Portaleaziende come ritiene il mio commercialista allora il discorso è semplice: faccio fattura senza IVA per i paesi UE.

 :-)

Post unito: 22 Aprile 2014, 16:31:09 CEST
Ancora un'altra fonte, non aggiornatissima.

Adempimenti fiscali per sviluppatori di applicazioni Android e iPhone | Conti pronti

Trattasi comunque di commercio elettronico diretto tra due soggetti passivi.
« Ultima modifica: 22 Aprile 2014, 16:31:10 CEST da undead, Reason: Merged DoublePost »

Offline arlabs

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Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #8 il: 22 Aprile 2014, 19:26:15 CEST »
Mah, non ho ancora una certezza sull'argomento.
Ho solo riferito quello che ho letto.

Il fatto che tu non abbia informazioni più esaustive sul cliente non credo cambi la situazione.

Nella stragrande maggioranza dei siti di e-commerce, il commerciante non ha informazioni sulla carta di credito dell'acquirente (il pagamento vien sempre fatto tramite "processori di pagamento" terzi, come BancaSella o PayPal) quindi il fatto di non avere il numero di carta non è sufficente per dire che la tua non sia una vendita diretta (se vendi qualcosa su ebay, non puoi certo dire che sia PayPal il venditore)

Nel caso specifico di GooglePlay, il processore dei pagamenti è il Merchant Center (che comunque è una terza parte rispetto a GooglePlay con qui hai sottoscritto il contratto di distribuzione)

Per quanto riguarda l'identità dell'acquirente, nemmeno Google può sapere con esattezza chi è. Per registrarsi un account google basta un email, non è nemmeno obbligatorio il numero di telefono.
Perciò non è detto che Google abbia più informazioni di te sull'acquirente e questo non la fa più "parte venditrice" di quanto lo sia tu. E non è detto tramite il NumeroOrdine non ci sia qualche modo per risalire all'account dell'acquirente anche per noi.

Senza voler sollevare una flame, cercavo solo qualche chiarimento.
Le tue ragioni non mi hanno convinto. Ed il fatto che Google rimetta a me la responsabilità di impostare l'IVA per ogni stato mi accentua i dubbi.
Metti che un giorno ti arrivi un controllo della finanza e ti chiede come mai hai Xmila € di fatturato senza IVA. Ti chiedono i resoconti di Google e vedono che Nmila € del fatturato provengono dalla UE.
"Come mai non ha applicato l'IVA su quelle vendite?"
Che rispondi? Visto che avevi tutti gli strumenti per farlo... e il mancato introito IVA dell'Italia dipende da tue specifiche azioni?

Non sono sicuro che le responsabilità cadano tutte su Google, visto che Google stessa gioca a scaricabarile con noi.

Per quanto riguarda AdMob, non ho dubbi. La cosa è diversa.
E' un operatore di pubblicità e come ogni altro operatore compra spazi pubblicitari (da noi, publisher) e li vende (agli advertiser).
L'acquisto di tali spazi ci viene pagato, in modo proporzionale a quanti essi rendono.
Nel contratto con AdSense non ho trovato nulla che mi facesse pensare a qualcosa di diverso. Non ci sono processori di pagamento intermediari e non ci sono clausole come quella che ho riportato sopra.

Cmq, tu continua a fare così... che magari convinci anche me... ;)

Ciao.

P.S. Tutti questi dubbi me li ero posti prima di mettere alcunché sullo store. Ma non li avevo chiariti. Sono arrivato anche a pensare di fare solo App gratuite per non cascare nel problema... tra l'altro guadagno parecchio più con AdMob che con le vendite...

Offline undead

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Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #9 il: 23 Aprile 2014, 00:33:59 CEST »
Figurati non è un flame, sono dubbi leciti.
Visto che su admob siamo grossomodo d'accordo, concentriamoci sul merchant.

Hai fatto giustamente l'esempio di banca sella. Ma non ho bisogno della carta di credito per emettere regolare fattura, ho bisogno del nominativo del cliente. Ma il nominativo non ce l'ho. Come faccio?

Cioé io ho un contratto con google e i soldi mi arrivano dopo quasi 60 giorni da google senza che io sia messo in condizione di sapere chi effettivamente ha acquistato da google. Se mi date una alternativa più sensata io vado dal commercialista domani.

Ma l'alternativa quale é? Che fatturo a ignoti? Che dopo aver ricevuto x mila euro da google uk senza aver fatto mai nemmeno una fattura a google uk vado dallo stato italiano e dico che ho emesso 5000 fatture a ignoti ognuna per 0.99 euro (scusa ognuna nella valuta del paese ordinante)? e se io pago iva nel paese di acquisto perché non dovrei essere anche tassato li? E se un acquirente é ue con partita iva applico lo 0% ma se è un privato cittadino applico il 22% (perché la norma dice questo)? E come lo so se google non da i nominativi???

Google non può intascarsi i soldi, decidere quanti sono senza nessuno che controlla e poi permettersi pure di dire che il venditore sono io senza darmi la possibilità di sapere chi é l'acquirente.

riguardo alla tua domanda nel mio scenario il fisco ha un pagamento da una società ue verso un professionista italiano. A fronte di ogni pagamento io ho emesso regolare fattura a google uk. la fattura non ha iva così COME DICE LA LEGGE CHE HO CITATO.

per passare guai bisogna che dimostrino una di queste cose:
- che non sono soggetto passivo italiano (ma lo sono visto che ho partita iva italiana)
- che google non é soggetto passivo ue (ma lo é visto che si tratta di società ue)
- che non é commercio elettronico diretto (ma lo é visto che é software e rientra nella casistica della legge)

Piú ci penso più vedo corrispondenze tra questo scenario e la legge in vigore. Le alternative sono irrealizzabili o illegali.
dove sta l'illecito qua? Nei termini di contratto di google. Ma è un problema di google non mio. Io mi limito ad assolvere agli obblighi verso il fisco del mio paese secondo la legge del mio paese.

L'unico che può lamentarsi é il fisco UK che dovrebbe ricevere il vat da google perché io a norma di legge ho impostato 0%. Ma il fisco uk non ha alcun potere su di me.. il fisco uk può andare da google e chiedergli di versare il vat che non ho versato io e che ho riscaricato sulle loro spalle. Il reverse charge ê un accordo ue e google uk non può valere più di una norma europea. Altrimenti che chiudano la sede uk e inviino soldi da google usa.

Se poi cambiano i termini e il venditore sono io mi va bene.

Ma allora ho facoltà di non dare i 15 minuti per il ripensamento che sono la prima causa di pirateria.
Io prendo i soldi poi dopo 60 giorni decido di dare il 30% a google. Se unilateralmente decido di non dargli un euro peggio per loro, che mi denuncio (come quando unilateralmente chiudono account senza spiegazioni).
Questo sempre che non dica, senza che nessuno possa controllare, che metà clienti hanno annullato l'acquisto in quel caso pago a google solo il 15% gli mando una pagina html e google si deve fidare e zitta.

In questo caso ok faccio 5000 fatture perché é palese che io sono il venditore.

Ma per come sono le cose non vedo come in un contenzioso col fisco italiano si possa non dico dimostrare ma anche lontanamente pensare che io sia quello che vende direttamente ai clienti!!

Questi sono proventi di un accordo tra soggetti passivi in cui il soggetto passivo italiano rilascia fattura al soggetto passivo ue che guardacaso é quello che gli fa il bonifico e gli manda pure la ricevuta!

Più b2b di questo... :-)

Offline bradipao

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Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #10 il: 23 Aprile 2014, 08:24:50 CEST »
per passare guai bisogna che dimostrino una di queste cose:
- che non sono soggetto passivo italiano (ma lo sono visto che ho partita iva italiana)
- che google non é soggetto passivo ue (ma lo é visto che si tratta di società ue)
- che non é commercio elettronico diretto (ma lo é visto che é software e rientra nella casistica della legge)
Piú ci penso più vedo corrispondenze tra questo scenario e la legge in vigore.

Mi sembra che ci sia accordo unanime sul fatto che la normativa fiscale italiana non riesce ad inquadrare perfettamente questo caso (e non sarebbe la prima volta). Come due pezzi di un puzzle che non si incastrano perfettamente.

Per cui secondo me l'interpretazione di undead è quella più sensata, tenendo conto che l'importante è rispettare la normativa fiscale italiana, il resto (contratto merchant) non è minimamente considerato dal fisco. D'altra parte se non ci fosse quella frase specifica nel contratto merchant, nessuno avrebbe dubbi in merito, giusto?
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Offline undead

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Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #11 il: 23 Aprile 2014, 09:41:28 CEST »
Esatto, le alternative sono palesemente in contrasto con quello che dice il fisco... o improponibili come fatturare a ignoti sparsi per il mondo.  :-(

Tra l'altro per la vendita di un bene immateriale io non ho mai visto nessuno applicare IVA diversa. Se voi comprate la licenza di un software online pagate X espresso in dollari o euro... non hanno prezzi diversi a seconda del paese dell'acquirente.  ;-)

Offline arlabs

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Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #12 il: 23 Aprile 2014, 18:06:58 CEST »
Ok, undead. Mi hai convinto.

Stampo tutto il thread e lo porto al commercialista. :)

Ciao.


Offline undead

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Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #13 il: 23 Aprile 2014, 18:19:39 CEST »
 :D

Stampa anche i due link in fondo, il secondo in particolare.

Poi dicci che ne pensa il tuo commercialista. ;-)

Offline frabbe

Re:INFORMAZIONI GENERALI SU APP E FISCO
« Risposta #14 il: 03 Maggio 2014, 17:51:07 CEST »
Scusate ma mi sono un po' perso lungo il thread... anche io mi trovo in questa situazione: dopo aver pubblicato sempre app gratuite, ora sto per attivare un acquisto inapp e mi sono quindi deciso a configurare l'account Google Merchant, scontrandomi con la configurazione della pagina relativa alla tassazione nei vari paesi.

Leggendo questo ed altri thread sul forum mi sembra di capire che la procedura più corretta sia:
- Non compilare nulla nella pagina della tassazione lasciando tutti i valori a 0 per tutti i paesi, in questo modo Google mi ritorna il 70% dei guadagni dell'app senza badare alle tasse
- Man mano che si ricevono pagamenti da Google emettere una fattura intestata a Google stessa per i pagamenti ricevuti indicando il 22% del pagamento come IVA
E' corretto?

Non mi è infatti molto chiara l'idea che presentate della fatturazione esente IVA...